
Maserati lancia l'ultimatum ai dipendenti (Maserati Media) - www.ToBike.it
Enorme preoccupazione ora che i dipendenti di Maserati sono in questa situazione. I sindacati parlano di sfiducia.
È un momento di grande preoccupazione e sfiducia quello che caratterizza lo stabilimento Maserati di Modena. Dopo tre mesi e mezzo di cassa integrazione, i lavoratori sono tornati al lavoro, ma l’atmosfera è segnata da un profondo malcontento. Giuseppe Violante, rappresentante sindacale della Fiom, evidenzia che il 60-70% dei dipendenti è rientrato, ma l’incertezza regna sovrana. La proposta di trasferimento temporaneo in Serbia per la produzione della Fiat Grande Panda ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni sul futuro dei lavoratori e sulla produzione di Maserati.
La cassa integrazione in regime di solidarietà ha avuto un impatto significativo sull’occupazione nello stabilimento. La ripresa del lavoro è avvenuta in un contesto di incertezze e i lavoratori devono affrontare una situazione complessa. Violante descrive il clima al rientro: “Siamo rientrati in azienda e il clima che si respirava era di sfiducia, preoccupazione e rabbia“. La mancanza di chiarezza da parte della dirigenza riguardo al futuro della produzione preoccupa i sindacati.
Le prospettive per il 2025 sono peggiori rispetto all’anno precedente, con contratti di solidarietà che scadranno ad aprile ma che si prevede saranno rinnovati. Violante esprime la frustrazione dei lavoratori: “La dirigenza non si è espressa, la situazione è sempre più grave”. A intensificare il malcontento c’è la proposta di Stellantis, che ha invitato i lavoratori in cassa integrazione a considerare una trasferta volontaria in Serbia. Violante avverte: “Questa proposta è un brutto segnale. Va a confermare che a Modena non c’è lavoro”.
Necessità di diversificazione
In un contesto di incertezze, i lavoratori si interrogano sul futuro della produzione di Maserati. Violante suggerisce di specializzarsi nella produzione di altri modelli: “Se ne producono sempre meno di Maserati, è fondamentale che l’azienda investa anche in modelli ibridi ed elettrici“. Questa strategia potrebbe garantire una maggiore competitività in un mercato automobilistico in continua evoluzione.

Mentre il clima all’interno dello stabilimento rimane teso, si vocifera di un possibile spostamento della produzione di vetture Maserati da Torino a Modena. Questa mossa potrebbe trasformare Modena in un centro di produzione di modelli di fascia alta, come la GranTurismo e la GranCabrio. Tuttavia, la mancanza di comunicazioni ufficiali da parte della dirigenza genera ulteriori timori.
Il piano di Stellantis di aumentare la produzione della Fiat 500 ibrida a Torino potrebbe mitigare eventuali perdite nella produzione Maserati, ma il futuro rimane incerto. I lavoratori attendono risposte chiare e un piano di rilancio che possa garantire stabilità nel lungo termine. La preoccupazione per il futuro del marchio Maserati e per la propria occupazione continua a pesare sul morale dei dipendenti, segnando una fase di transizione delicata per uno dei simboli dell’industria automobilistica italiana.