
Allarme rosso! - www.ToBike.it
Allarme rosso a Roma, un marchio molto famoso è stato preso di mira. Ecco qual è.
Nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2025, un violento incendio ha distrutto diciassette auto in una concessionaria di un noto marchio situata in via Serracapriola, nella zona di Torrenova, a Roma. Gli investigatori non escludono l’ipotesi di dolo, mentre il vicepremier Matteo Salvini e i suoi più stretti collaboratori di partito parlano di un possibile atto di terrorismo.
L’episodio si è verificato intorno alle 4:30 del mattino, quando le fiamme hanno avvolto rapidamente le vetture parcheggiate all’aperto. All’arrivo dei vigili del fuoco, l’incendio era già molto esteso e una densa colonna di fumo si levava nel cielo della capitale. I pompieri hanno faticato non poco per domare le fiamme, che hanno interessato anche parte della struttura della concessionaria. Fortunatamente, non si registrano feriti, ma l’area è stata messa in sicurezza e dichiarata inagibile fino al termine delle indagini.
Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine approfondita per chiarire le cause del rogo. Gli agenti della polizia scientifica hanno effettuato rilievi sul luogo dell’incendio, cercando elementi che possano fornire indicazioni sulla dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi, quella di un’azione di matrice anarchica non è stata esclusa. Le autorità stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per verificare se qualcuno si sia avvicinato alla concessionaria prima dell’incendio.
Rabbia contro Musk?
Questo evento non è isolato, dato che ad essere stato colpito è un concessionario con auto elettriche costruite dal brand di Elon Musk, poiché Tesla è stata recentemente nel mirino di gruppi anarchici. Solo poche settimane fa, militanti hanno rivendicato un attacco incendiario contro macchinari di una società coinvolta nella costruzione di una stazione merci per il trasporto di auto Tesla a Berlino. In un comunicato, hanno descritto Tesla come un simbolo del “fascismo tecnocratico”, sottolineando come l’azienda sia vista come rappresentante di un sistema oppressivo che promuove pratiche di greenwashing e sorveglianza.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il vicepremier Matteo Salvini ha condannato l’episodio, affermando su X – ex Twitter – che si tratta di “troppo odio ingiustificato” nei confronti di Tesla. Ha espresso solidarietà a Elon Musk e ai lavoratori della concessionaria, sottolineando l’importanza di mettere fine a questa stagione di odio. Anche Musk ha commentato, definendo l’atto come “terrorismo”, una dichiarazione che evidenzia la gravità della situazione e le possibili implicazioni di sicurezza pubblica.

I residenti della zona hanno vissuto momenti di paura, svegliati dal fragore delle esplosioni degli pneumatici e dalle sirene dei mezzi di soccorso. Molti di loro hanno contattato il numero di emergenza 112 per segnalare le fiamme. Un testimone ha raccontato di essere stato inizialmente confuso dal rumore, pensando che si trattasse di fuochi d’artificio, prima di rendersi conto della gravità dell’incendio.
Le indagini sono ancora nelle fasi iniziali e non si escludono sviluppi futuri. Le autorità stanno monitorando la situazione e potrebbero emergere ulteriori dettagli nei prossimi giorni. La concessionaria, al momento, resta chiusa e le forze dell’ordine continuano a lavorare per giungere a una conclusione definitiva riguardo le cause dell’incendio e eventuali responsabilità.