
Bici, arriva il severo divieto - www.ToBike.it
Vietate le bici nella capitale, cittadini shoccati. E ora come faranno?
L’introduzione di un divieto per le bici elettriche non pieghevoli sui mezzi pubblici della capitale ha suscitato un acceso dibattito. A partire dal 31 marzo 2025, questa decisione, comunicata dall’ente per i trasporti, è stata motivata da crescenti preoccupazioni per la sicurezza, in particolare a causa di un aumento degli incendi causati da batterie di biciclette elettriche. Questo provvedimento non riguarda solo le biciclette elettriche tradizionali, ma colpisce anche quelle modificate tramite kit di conversione, limitando l’accesso esclusivamente ai modelli pieghevoli.
La decisione è stata presa dopo una serie di incidenti, tra cui un recente caso in una stazione molto importante della capitale che ha sollevato allarmi sulla sicurezza dei passeggeri e del personale. Secondo i vigili del fuoco, nella capitale si verifica in media un incendio legato a bici o monopattini elettrici ogni due giorni. Lilli Matson, responsabile sicurezza di TfL, ha dichiarato: “La nostra priorità è sempre la sicurezza dei nostri clienti e colleghi.” Questo sottolinea l’importanza che l’ente attribuisce alla sicurezza, in un contesto in cui i rischi associati alle bici elettriche sono diventati sempre più evidenti.
Un caso particolarmente toccante è quello di un cittadino, un uomo che ha subito perdite devastanti a causa di un incendio provocato da una bici elettrica. Peden ha descritto i veicoli modificati come “una bomba a orologeria”, sottolineando l’urgenza di affrontare i rischi associati a queste biciclette.
Addio alle bici elettriche, dove e quando
Nonostante la decisione che interesserà la città di Londra sia stata accolta positivamente da alcuni gruppi, come il sindacato dei macchinisti Aslef e i vigili del fuoco, ci sono molte critiche. Diverse figure del settore delle biciclette elettriche hanno espresso preoccupazione per l’impatto che questo divieto avrà su un numero crescente di pendolari. Tom Fyans, CEO della London Cycling Campaign, ha messo in evidenza che, sebbene la sicurezza debba essere una priorità, misure drastiche come questa potrebbero confondere gli utenti riguardo alla sicurezza delle biciclette elettriche legittime.
Fyans ha anche sottolineato la “totale mancanza di controllo sulla vendita di kit di conversione poco affidabili”, evidenziando che il problema non è la bici elettrica in sé, ma piuttosto la qualità dei prodotti e la manutenzione. Inoltre, James Metcalfe, co-fondatore di Volt Bikes, ha criticato l’approccio di TfL, affermando che un divieto assoluto rappresenta un ostacolo significativo al trasporto sostenibile, penalizzando i pendolari che utilizzano le e-bike per motivi di efficienza e sostenibilità.

Il dibattito si fa ancora più intenso quando si ascoltano le testimonianze di chi lavora nel settore delle consegne. Shaf Hussain, un fattorino, ha rivelato che i bassi compensi costringono i lavoratori a modificare le loro biciclette, aumentando i rischi di incidenti. La sua esperienza evidenzia la complessità della situazione: la necessità di una maggiore regolamentazione e controllo sulle e-bike deve essere bilanciata con la realtà economica di chi le utilizza.
Mentre ci si avvicina al 31 marzo, la tensione cresce. I controlli saranno intensificati e chi non rispetterà le nuove regole rischia sanzioni fino a 1.000 sterline. Il dibattito tra sicurezza, sostenibilità e libertà di movimento continua a infiammare l’opinione pubblica. La questione delle bici elettriche a Londra va oltre il semplice trasporto; tocca temi di salute pubblica e giustizia sociale. Con il divieto in arrivo, è chiaro che la città si trova di fronte a una sfida complessa che richiede una riflessione approfondita e un approccio equilibrato.